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Articolo tratto da SABATOSERA ONLINE 04 luglio 2007 | 08:35

 

Un salvagente per terrazzo

“Case matte”: il nostro viaggio nelle abitazioni più affascinanti del territorio parte da via Gramsci a Castel san Pietro.

Castel san Pietro. Case curiose, case strane, case belle e bizzare. il nostro territorio ne ospita diverse, alcune molto particolari. Abbiamo deciso di visitarle, di parlare con i padroni di casa, di raccontarvi cosa sta dietro a quelle belle o strane facciate. Il nostro viaggio inizia in via Gramsci a Castel San Pietro Terme, all’interno della casa dell’architetto Decio Zoffoli.

Il  Balcone

 

 

Gli interventi che hanno reso questa casa del tutto particolare sono figli della fantasia del padrone di casa, gran parte degli oggetti e dei mobili li ha creati lui stesso. Grazie alla sua esperienza, ha fatto di una casa che era poco più che uno statico cubo qualcosa di estremamente vivace e dinamico.
“Dopo il primo e più importante intervento sulla struttura, mi sono dedicato esclusivamente alle decorazioni. Negli anni ’50 c’era l’abitudine di costruire le case con pietra a vista, io ho voluto esaltare questa caratteristica applicando sui muri esterni la sagramatura, una polvere di calce e marmo colorata che decora lasciando chiaramente in vista la texture del mattone sottostante, ho voluto esaltare anche le finestre creando una sorta di cornice. Sul comignolo ho messo la raffigurazione di un elefante che è il mio animale preferito, sulla facciata della casa ho aperto un ‘occhio’ centrale per dare luce al corridoio interno decorato con la tecnica del ‘vitrage’ che ho realizzato grazie all’aiuto di un artigiano locale. Sempre sulla facciata ho deciso di unire il terrazzo che prima era diviso in due parti con un unico salvagente giallo che la attraversa per tutta la sua lunghezza.”


Ma le decorazioni riguardano soprattutto gli interni della casa…
“Anche sulle pareti interne ho fatto un largo uso della sagramatura, creando un sorta di vestito irregolare che crea delle forme morbide e piacevoli che rendono la casa, che ha un perimetro di 9,5x9,5 metri, più dinamica. Infine, ho deciso di lasciare le porte originali intervenendo sul loro aspetto estetico, dopo averle dipinte le ho decorate facendo loro perdere la loro specificità di porte, ora sono dei veri propri quadri”.


L’edificio si fa notare anche per i colori. Come li ha scelti?
“Amo molto il colore, è parte integrante e fondamentale di quello che faccio. Il colore può aiutare a vivere meglio, così le pareti diventano dei personaggi che possono dire e trasmettere un’infinità di cose a seconda dell’umore di chi le guarda e le vive”.


A quando risalgono i lavori?
“La casa è stata costruita intorno agli anni ’50, come gran parte degli edifici di questa strada. Quando arrivai a Castel San Pietro, era il 1994, la casa era divisa in due, un appartamento ed un magazzino semi interrato. Decisi di creare un’unica unità abitativa rendendola completamente abitabile, oggi sono 200 mq calpestabili. All’esterno non è stato fatto alcun intervento strutturale significativo, mentre all’interno il solaio è stato in parte demolito creando con il primo piano un unico spazio con soppalco per esaltare le travi che reggono il tetto. I muri portanti sono stati tagliati nella loro parte più alta ed uniti al soffitto con dei ‘fiammiferi’ (colonne in acciaio che reggono la struttura ndr). Intervenendo sui muri portanti abbiamo dovuto ridistribuire il peso della struttura in parte sugli stessi fiammiferi ed in parte sul perimetro esterno. Tutte queste operazioni, ovviamente, le ho fatte con il supporto di operai specializzati”.

Tiziano Mainieri

 

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